North
by eutk.net



Sei anni sono tanti, sei anni in cui Oliver Philipps ha cresciuto, cullato e reso adulta una nuova creatura: sei anni dopo, tornano gli Everon con questo bellissimo “North”.

Le coordinate stilistiche non sono cambiate di molto: ci troviamo di fronte ad un progressive rock molto muscoloso, seppur intriso da un generale senso di malinconia; un mood appena un po’ triste e riflessivo, molto intimista, che si percepisce, a dire il vero, già osservando la splendida copertina e l’artwork. La musica contenuta in questo bel cd è assimilabile, per genere e/o stile, agli Spock’s Beard, o ai Flower Kings, fatto salvo l’intento molto più melanconico degli Everon; non di rado ho sentito echi degli Ultravox di Midge Ure, ma bisogna davvero solo lasciarsi cullare dai colori particolari di “North” per trovare, ad ogni angolo, una suggestione diversa.

E, fra le tracce di questo disco, c’è davvero da perdersi: le atmosfere sono speso sognanti, si percepisce chiaramente come i testi siano non meno importanti della musica, come i messaggi veicolati in queste 10 songs non vogliano, e non possano, essere “schiacciati” dal peso di un’esecuzione spesso struggente, di sicuro coinvolgente.

“Hands”, la opener di questo nuovo disco, è la creatività fatta song, un anthem prog-rock sostenuto da inserti orchestrali. Una nota di merito, a mio avviso, la meritano anche canzoni del calibro di “South of London”, dal mood dark e dal testo molto critico politicamente, con un incedere davvero delizioso, o “Islanders”, una canzone delicata dove la bellissima voce della guest Judith Stüber stende fili d’oro su una trama delicata e carezzevole.

Molto belle le orchestrazioni, presenti ma in maniera non invadente a cesellare qualche passaggio, e a ribadire, se ancora ce ne fosse bisogno, la delicatezza e la bellezza di alcuni momenti di questo “North”: a nostro avviso, un graditissimo ritorno.